mar 03, 2023 Obbligazioni

I mercati obbligazionari sono tornati ad essere una fonte di reddito interessante?

L'anno scorso i rendimenti obbligazionari sono cresciuti in modo significativo. Secondo il gestore Per Wehrmann, ciò significa che i titoli di Stato possono tornare a ricoprire la loro funzione di cosiddetti "beni rifugio". Il gestore è ottimista nei confronti delle obbligazioni societarie high yield.

  • Dopo l'aumento dei tassi d'interesse nel 2022, i mercati del credito stanno tornando nuovamente ad offrire rendimenti medi interessanti.
  • Grazie all'aumento dei rendimenti, i titoli di Stato possono tornare a svolgere la loro funzione di bene rifugio
  • Le obbligazioni europee high yield offrono premi per il rischio interessanti rispetto ai titoli di Stato.
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Il 2022 passerà alla storia come un anno di incertezza per l’obbligazionario. L'aumento dei prezzi delle materie prime, l'inflazione e la stretta monetaria hanno portato a un crollo dei prezzi delle obbligazioni. Il lato positivo è che ora le obbligazioni stanno tornando a produrre rendimenti importanti. Wehrmann analizza le opportunità offerte dai mercati obbligazionari e i relativi rischi.

 

L'anno scorso abbiamo assistito a un aumento dei rendimenti obbligazionari. Considerando i livelli attuali dei tassi d'interesse, possiamo parlare di una rinascita delle obbligazioni?

Attualmente, i tassi di interesse reali per la maggior parte dei segmenti obbligazionari sono ancora negativi a causa dell'elevata inflazione. Il fattore decisivo per ulteriori sviluppi sarà quindi la velocità con cui l'inflazione scenderà e in quale misura. Riteniamo che sia ancora prematuro parlare di ripresa dei mercati obbligazionari in termini generali, anche se la valutazione di alcuni segmenti è tornata a essere molto più interessante. Ad esempio, i mercati del credito stanno tornando a offrire rendimenti medi più elevati, il che dovrebbe renderli una fonte di reddito più interessante per gli investitori nel lungo periodo.

Per Wehrmann

Quali rendimenti obbligazionari sono attualmente raggiungibili? E quanto è elevato il rischio?

Il rendimento medio del mercato europeo delle obbligazioni high yield è salito a circa il 7% a causa del brusco aumento dei tassi di interesse e dell'incremento dei premi per il rischio rispetto ai Titoli di Stato. Anche se parte dell'aumento può essere attribuito all'incremento dei rischi macroeconomici e fondamentali, bisogna anche considerare che il tasso di default[1] è ancora molto basso, inferiore all'1%, e che la qualità del rating del mercato europeo delle obbligazioni High Yield è storicamente elevata, con una quota di rating BB molto alta, superiore al 60%, e una bassa quota di rating CCC.[2]

 

Gli investitori devono attendersi ulteriori rialzi dei tassi della Fed e della BCE nel 2023? Cosa significa in termini di andamento dei rendimenti delle obbligazioni statunitensi ed europee?

Prevediamo ulteriori rialzi dei tassi nella prima metà del 2023 sia da parte della Fed che della BCE, anche se l’entità dei rialzi dovrebbe essere più contenuta rispetto al 2022. Nel corso dell'anno ci aspettiamo un calo dell'inflazione. Questo ci porta a credere che le banche centrali si prenderanno una pausa nella seconda metà dell'anno. Non escludiamo del tutto un primo taglio dei tassi da parte della FED verso la fine dell'anno, ma lo riteniamo piuttosto improbabile. Per il 2023 prevediamo inoltre un ulteriore incremento dei tassi d'interesse per i titoli di Stato e semi-governativi, anche se tale aumento dovrebbe essere moderato e non così drastico come nel 2022.

 

È stato insolito che le obbligazioni e le azioni siano scese contemporaneamente nel 2022. Assisteremo a una normalizzazione quest'anno?

Prima del 2022, l’interessante performance della maggior parte delle classi d’investimento, ossia dei mercati azionari e obbligazionari, poteva essere attribuita alla combinazione di bassi tassi d'inflazione e politiche monetarie espansive della maggior parte delle Banche Centrali, che hanno portato ad una correlazione elevata. Questa correlazione positiva è rimasta intatta quando l'inflazione e, di conseguenza, la politica monetaria delle Banche Centrali si è invertita, come verificatosi lo scorso anno. Di conseguenza, la maggior parte delle classi d’investimento ha subito forti perdite di prezzo. Nel breve termine, ci aspettiamo che l'andamento dell'inflazione e la politica monetaria delle banche centrali rimangano i principali fattori di rischio, per cui in un contesto di normalità è probabile che la correlazione resti positiva.

 

E’ stato difficile diversificare il rischio con le obbligazioni durante la fase di bassi tassi di interesse. Gli investitori possono tornare a ridurre il rischio di portafoglio con le obbligazioni?

Grazie all'aumento dei rendimenti, i titoli di Stato possono tornare a svolgere la loro funzione di beni rifugio. In uno scenario di “risk-off”, in cui gli investitori riducono la loro esposizione al mercato a causa di rischi crescenti (come un evento shock o i crescenti timori di recessione, con conseguenti incrementi dei premi per il rischio) i titoli di Stato hanno un effetto stabilizzante. Gli investitori possono tornare a utilizzarli maggiormente per diversificare il rischio.

 

Su quali obbligazioni gli investitori dovrebbero concentrarsi: su quelle Investment Grade o High Yield?

In generale siamo positivi sui mercati del credito quest'anno. Pertanto, nel nostro scenario di base, prevediamo che le obbligazioni High Yield genereranno un rendimento maggiore rispetto a quelle Investment Grade. Tuttavia, è importante tenere presente che l'attuale contesto di mercato presenta diversi rischi economici, monetari e geopolitici, per cui non si possono escludere battute d'arresto. Dal momento che ci attendiamo che l'Investment Grade performi meglio dell’High Yield in queste fasi, raccomandiamo agli investitori avversi al rischio l'Investment Grade.

Per gli investitori vale la pena guardare all'estero, ad esempio alle obbligazioni denominate in dollari o in altre valute?

Se si considera solo la valutazione delle obbligazioni societarie, riteniamo che le obbligazioni denominate in euro siano più interessanti di quelle denominate in dollari, in quanto queste ultime offrono solitamente rendimenti inferiori dopo aver considerato i costi di copertura del rischio valutario. Le obbligazioni denominate in dollari possono avere senso per quegli investitori che vogliono lasciare aperto il rischio valutario o che si aspettano che i titoli di Stato statunitensi abbiano una performance superiore. Per gli investitori in euro alla ricerca di una diversificazione geografica, possono essere interessanti le obbligazioni societarie di emittenti statunitensi denominate in euro, che di solito offrono un interessante premio di rendimento rispetto alle obbligazioni in dollari degli stessi emittenti.

 

È tendenzialmente vero che quanto più lunga è la duration di un'obbligazione, ossia il periodo medio di impegno del capitale dell'investimento, tanto più forte è la reazione del prezzo dell'obbligazione alle variazioni dei tassi d'interesse. Quali scadenze preferite per le obbligazioni?

Nel mercato delle obbligazioni societarie, tendiamo a preferire le obbligazioni a breve termine con scadenze fino a 5 anni, poiché le curve dei rendimenti sono ormai piatte o spesso già invertite, ossia i rendimenti delle obbligazioni a breve termine sono generalmente più alti di quelli delle obbligazioni a lungo termine. Non prevediamo un ritorno ai rendimenti estremamente bassi del periodo precedente al 2022.

1. Il tasso di insolvenza atteso è un dato fondamentale nell'attività di prestito di una banca e si riferisce alla probabilità di insolvenza dei debitori o al verificarsi di un'insolvenza.

2. Il Cash Conversion Cycle (CCC) è una metrica che indica il tempo necessario a un'azienda per convertire gli investimenti a magazzino in liquidità. Fonte: corporatefinanceinstitute.com al 21/02/23

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