gen 12, 2026 Outlook del Mercato

Esuberanza Razionale – outlook positivo per l’anno d’investimento 2026

Outlook del mercato | Mercato e macro

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L’outlook per l’azionario globale nel 2026 è positivo. Ci aspettiamo un contesto favorevole agli asset rischiosi, come azioni e obbligazioni societarie”, afferma il Chief Investment Officer Vincenzo Vedda. Veda una crescita economica moderata, condizioni di finanziamento favorevoli e una politica monetaria complessivamente neutrale o accomodante, in particolare negli Stati Uniti. Vedda prevede inoltre condizioni stabili per l’Europa, sostenute dai programmi di investimento pubblico – soprattutto in Germania. Anche il rallentamento dell’inflazione dovrebbe rivelarsi positivo. Oltre a Europa e Stati Uniti, Vedda vede sviluppi favorevoli anche in Asia: le principali economie stanno puntando sempre più sulla tecnologia come motore della crescita, i redditi sono in aumento e cresce la disponibilità a introdurre riforme. “Vediamo opportunità di rendimento a doppia cifra per l’azionario nel suo complesso“ afferma Vedda.
Tuttavia, la forte concentrazione del mercato statunitense su un numero ristretto di titoli richiede prudenza. “A nostro avviso, la diversificazione globale rimane quindi un elemento chiave da considerare in qualsiasi strategia di investimento”, aggiunge Vedda. Nel breve termine, lo Strategist individua due ulteriori rischi potenziali: i livelli di liquidità detenuti dai gestori di fondi sono scesi a minimi storici; l’ottimismo del mercato è estremamente elevato, entrambi indicatori classici di un sentiment contrarian. Nel corso dell’anno, tuttavia, Vedda ritiene che i tassi di crescita attesi degli utili societari – si aspetta oltre il 10% negli Stati Uniti – dovrebbero creare un contesto favorevole. Eventuali ribassi, ampiamente discussi negli ultimi mesi, dei principali beneficiari del boom dell’intelligenza artificiale - ad esempio dovuti a sovracapacità o a investimenti eccessivi –sarebbero da interpretare, second lui, più come opportunità tattiche di ingresso che segnali di un disimpegno strutturale.

Vicenzo Vedda

Temi che guidano i mercati dei capitali


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Economia: i consumatori sostengono l’economia statunitense in modo sorprendentemente solido

  • La propensione alla spesa degli americani ha spinto la crescita degli Stati Uniti nel terzo trimestre a un sorprendente 4,3%. Gli investimenti legati all’intelligenza artificiale e ulteriori tagli dei tassi dovrebbero sostenere la crescita anche nel 2026.
  • In Europa, le conseguenze del conflitto commerciale con gli Stati Uniti saranno probabilmente meno gravi del previsto, ma le prospettive di crescita per il 2026 risultano pari a circa la metà di quelle statunitensi.
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Inflazione: i conflitti commerciali sono fattori di pressione sui prezzi negli Stati Uniti – trend positivo in Germania

  • I conflitti commerciali degli Stati Uniti stanno rendendo difficile la riduzione del tasso d’inflazione nel Paese. L’obiettivo del 2% è destinato a essere mancato anche nel 2026, con un tasso d’inflazione previsto al 2,9%.
  • 1,8% di inflazione – in Germania, il target del due per cento è stato inferiore a dicembre per la prima volta. I principali fattori di pressione sui prezzi restano gli aumenti significativi dei prezzi dei servizi.
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Banche centrali: ulteriori allentamenti attesi negli USA, probabilmente nessuna variazione dei tassi d’interesse nell’area euro

  • La Federal Reserve statunitense probabilmente proseguirà con cautela il percorso di riduzione dei tassi. Prevediamo altri due tagli entro dicembre 2026.
  • La Banca Centrale Europea, invece, dovrebbe mantenere un approccio di continuità. Al momento non vi sono motivi per cui le autorità monetarie dovrebbero modificare i tassi d’interesse nel 2026.


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Rischi: conflitti commerciali e possibile sovrainvestimento nell’intelligenza artificiale

  • Se i numerosi conflitti commerciali dovessero nuovamente intensificarsi, ciò potrebbe limitare il margine di manovra della Federal Reserve per stimolare l’economia attraverso tagli dei tassi d’interesse.
  • Per i mercati azionari, in particolare negli Stati Uniti, un fattore decisivo sarà verificare se gli elevati livelli di investimenti nell’intelligenza artificiale si tradurranno effettivamente in corrispondenti aumenti di produttività.

Le previsioni si basano su ipotesi, stime, opinioni e modelli ipotetici o analisi che potrebbero rivelarsi errati.
Fonte: DWS Investment GmbH, aggiornato al 12 gennaio 2026

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