Nota importante sulla sicurezza: avviso di tentativo di frode a nome di DWS
Abbiamo scoperto che alcuni truffatori stanno usando impropriamente il marchio “DWS” e i nomi di dipendenti DWS su Internet e sui social media. Questi malfattori gestiscono siti web, pagine Facebook, gruppi WhatsApp e app mobili falsi. Vi ricordiamo che DWS non ha profili Facebook Ambassador o chat WhatsApp. Se ricevete chiamate, messaggi o e-mail inaspettate che affermano di provenire da DWS, fate attenzione, non effettuate pagamenti e non rivelate informazioni personali. Vi invitiamo a segnalare qualsiasi attività sospetta a info@dws.com, includendo tutti i documenti pertinenti, oltre all'e-mail fraudolenta originale. Inoltre, se ritenete di essere stati vittime di una frode, vi invitiamo a informare le autorità locali e a prendere provvedimenti per tutelarvi.
09/01/2026
I disordini in Venezuela offrono un esempio di come gli shock legati a petrolio e metalli possono avere conseguenze sull’inflazione e tassi di interesse, mentre la transizione energetica riscrive le vecchie regole dei mercati.
Molti aspetti restano poco chiari dopo la cattura, lo scorso fine settimana, del presidente venezuelano Nicolás Maduro, soprattutto per quanto riguarda le materie prime globali. Pur detenendo le maggiori riserve provate di petrolio greggio al mondo, la produzione del Paese è in calo da un quarto di secolo. Anche i giacimenti di bauxite, minerale di ferro, nichel e oro sembrano consistenti, sebbene nessuno ne conosca con precisione le dimensioni. Questo rende gli eventi politici a Caracas un interessante banco di prova per un cambiamento di regime di natura diversa. Con l’accelerazione della transizione energetica e il ruolo sempre più centrale dei metalli, i tradizionali legami tra geopolitica, aspettative di inflazione e tassi di interesse sono destinati a cambiare.
Il nostro Grafico della Settimana illustra il meccanismo tradizionale, che recentemente è tornato a dominare l’attenzione dei mercati. I tassi di inflazione break-even rappresentano la differenza tra i rendimenti delle obbligazioni indicizzate all’inflazione e quelli delle obbligazioni nominali e sono generalmente considerati un indicatore delle aspettative di inflazione nel mercato obbligazionario. Come mostra il nostro Grafico della Settimana, tali aspettative risultano fortemente correlate al prezzo del petrolio. Due fattori spiegano questo legame stretto ma instabile. In primo luogo, i prezzi del petrolio si riflettono direttamente sull’inflazione headline* dei prezzi al consumo attraverso i costi dell’energia e dei trasporti. In secondo luogo, il prezzo del petrolio fornisce indicazioni in tempo reale sull’andamento della domanda di un’ampia gamma di famiglie e imprese. Un petrolio più debole è quindi spesso associato a una più ampia fragilità della domanda aggregata, segnalando una crescita potenzialmente più contenuta e contribuendo a una discesa dei rendimenti.
Seguendo questa logica, anche la sola prospettiva di una rinnovata offerta può raffreddare i prezzi del greggio, facendo scendere le aspettative di inflazione break-even a 10 anni negli Stati Uniti. Poco importa che non sia ancora chiaro chi, a quali costi e in quali tempi possa risollevare il settore degli idrocarburi venezuelano. Come evidenzia il grafico, la sensibilità non è fissa: molto dipende dalle aspettative degli investitori sulla capacità delle banche centrali di ancorare l’inflazione. In tal caso, le autorità monetarie potrebbero “guardare oltre” gli shock petroliferi, a meno che non siano estremi. È per questo che i policymaker si concentrano sull’inflazione core, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari.
Altre materie prime, e forse il petrolio stesso in futuro, mostrano uno schema diverso. I metalli industriali sono utilizzati principalmente come input per i beni strumentali. A differenza del petrolio, gli shock sui prezzi dei metalli incidono in modo persistente sia sull’inflazione core sia su quella headline, soprattutto nelle economie esposte nelle reti produttive. L’aumento dei prezzi dei metalli si riflette in macchinari ed elettronica, rendendo l’inflazione core più rigida; gli shock petroliferi colpiscono invece prevalentemente l’inflazione headline. La storia dimostra quanto possano essere complesse le transizioni: il passaggio dall’olio di balena al cherosene e agli idrocarburi nel XIX secolo fu disordinato, volatile e richiese decenni.
«Gli shock dell’offerta sui metalli raramente si verificano simultaneamente e i loro effetti sull’inflazione possono essere meno visibili, ma più persistenti», osserva Johannes Müller, Head of Research di DWS. «Quando si valutano gli eventi geopolitici, sarà sempre più importante guardare oltre il prezzo del petrolio quando si valutano le implicazioni di lungo periodo sull’inflazione».

Fonti: Bloomberg Finance L.P., Federal Reserve Bank of St. Louis, dati aggiornati al 06/01/2026
Queste informazioni sono soggette a modifiche in qualsiasi momento, in base a considerazioni economiche, di mercato o di altro tipo, e non devono essere interpretate come una raccomandazione. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Le previsioni si basano su ipotesi, stime, opinioni e modelli ipotetici che potrebbero rivelarsi errati. Gli investimenti alternativi possono essere di natura speculativa e comportare rischi significativi, tra cui illiquidità, maggiore potenziale di perdita e mancanza di trasparenza. Gli investimenti alternativi non sono adatti a tutti gli investitori.