Nota importante sulla sicurezza: avviso di tentativo di frode a nome di DWS
Abbiamo scoperto che alcuni truffatori stanno usando impropriamente il marchio “DWS” e i nomi di dipendenti DWS su Internet e sui social media. Questi malfattori gestiscono siti web, pagine Facebook, gruppi WhatsApp e app mobili falsi. Vi ricordiamo che DWS non ha profili Facebook Ambassador o chat WhatsApp. Se ricevete chiamate, messaggi o e-mail inaspettate che affermano di provenire da DWS, fate attenzione, non effettuate pagamenti e non rivelate informazioni personali. Vi invitiamo a segnalare qualsiasi attività sospetta a info@dws.com, includendo tutti i documenti pertinenti, oltre all'e-mail fraudolenta originale. Inoltre, se ritenete di essere stati vittime di una frode, vi invitiamo a informare le autorità locali e a prendere provvedimenti per tutelarvi.
21/03/2024
La situazione a Washington è attualmente piuttosto incerta. È in questo contesto che abbiamo sviluppato l'ultimo aggiornamento delle nostre prospettive strategiche a 12 mesi.
Da quando Donald Trump è entrato in carica, i mercati azionari statunitensi hanno subito un crollo: la sua politica tariffaria ha suscitato molte preoccupazioni. Più di recente, sono emersi dubbi sulla crescita degli Stati Uniti, mentre si sono accese speranze per un’accelerazione della crescita in Europa. Anche noi ci stiamo orientando in questa direzione. Il nostro Grafico della Settimana mostra le previsioni di rendimento della crescita per i prossimi 12 mesi, basate sul nostro ultimo outlook strategico.
Il nostro scenario di base resta che le pressioni – anche da parte dei mercati – possano spingere a un aggiustamento delle politiche statunitensi, rendendo le recenti flessioni di Wall Street eccessive rispetto alla realtà. In particolare, non ci aspettiamo che il livello attuale delle tariffe restrittive annunciate venga mantenuto. Tuttavia, lo scenario rimarrà probabilmente complesso, nel migliore dei casi. Per esempio, il concetto stesso di dazi bilaterali reciproci su specifici beni provenienti da determinati paesi rischia di generare grande incertezza nel breve termine e nuove complicazioni amministrative e altri problemi nel lungo periodo.
Pochi operatori di mercato si aspettavano una simile evoluzione. Si pensava che le minacce commerciali fossero per lo più una tattica negoziale, mentre i tagli fiscali alle imprese e la deregolamentazione avrebbero alimentato gli "animal spirits" e spinto i mercati azionari statunitensi – già sostenuti dall’ “eccezionalismo americano" – verso nuovi record. Invece, Trump e diversi membri del suo gabinetto hanno lasciato intendere di essere disposti a spingere potenzialmente gli Stati Uniti verso una recessione, in nome di un riequilibrio desiderato dell’economia nazionale. Politiche imprevedibili stanno già minando la fiducia delle imprese e dei consumatori statunitensi. Il clima negativo si riflette persino nei rating creditizi degli USA e nei premi di rischio dei bond societari.

*Le previsioni su Prodotto Interno Lordo (PIL) e inflazione si riferiscono all’anno solare 2025. **Le previsioni dei total return sono valide fino alla fine di marzo 2026. Gilts = titoli di Stato britannici a 10 anni; Bund = titoli di Stato tedeschi a 10 anni; S&P 500 = indice S&P 500; Dax = indice DAX 40; Stoxx 50 = indice Euro Stoxx 50; FTSE 100 = indice FTSE 100; Oil = Brent Crude Oil; Gold = indice valutario XAU
Fonti: Bloomberg Finance L.P.; DWS Investment GmbH; data di riferimento: 13/03/2025
Nel resto del mondo, lo scenario è più sfumato, anche se continuiamo a sostenere una visione favorevole sull’oro, considerandolo un potenziale contrappeso all’incertezza geopolitica. Gli alleati tradizionali degli Stati Uniti si stanno progressivamente allontanando da Washington. Per gli investitori, questo potrebbe rafforzare l’importanza di portafogli ben diversificati a livello globale. Già oggi, gli investitori istituzionali statunitensi sembrano mostrare un rinnovato interesse per le azioni europee, per la prima volta dopo molti anni. Tuttavia, a nostro avviso, l’Europa non è più a buon mercato rispetto ai suoi standard storici, motivo per cui anche le nostre previsioni di rendimento per quest’area restano piuttosto contenute.
Tutto ciò lascia banche centrali e investitori obbligazionari divisi tra timori legati all’inflazione e alla crescita. Ci aspettiamo che la Federal Reserve tagli i tassi altre due volte durante il forecast period. Stimiamo invece un solo taglio da parte della Banca Centrale Europea. Questo contribuisce alla nostra previsione di un indebolimento del dollaro, con un cambio atteso a 1,15 dollari per euro entro marzo 2026. I titoli di Stato statunitensi dovrebbero continuare a muoversi in un range relativamente ristretto; prevediamo rendimenti del Treasury decennale al 4,5% a marzo 2026. Nonostante i maxi pacchetti fiscali che la Germania si appresta ad approvare, stimiamo che i rendimenti dei Bund resteranno sotto il 3% tra dodici mesi, anche a causa della bassa crescita potenziale del Paese. Nel comparto corporate, preferiamo le obbligazioni investment grade rispetto a quelle high yield.